Biografia
Michele Rallo. (Biografia Ufficiale)
Studi e formazione.
Nasce a Roma il 20/12/1979. Poeta/scrittore per passione contemporaneo emergente. Si diploma in indirizzo informatico verso la fine degli anni ’90 con buoni voti presso l’Itis John von Neumann di Roma. Trascorre i primi anni di vita nella capitale per poi trasferirsi successivamente nella periferia del nord-est romano. Vi risiede attualmente, luogo in cui negli anni a venire troverà ispirazione per scrivere molti dei suoi componimenti poetici e riflessivi. Luoghi che segneranno l’inizio della sua recente vita di scrittore emergente e che lo vedranno impegnato in ulteriori arti ed attività.
Dedizione e passione.
La sua passione per la scrittura nasce in un contesto di crescita interiore ed emotiva tipica di ogni adolescente. Riflessioni, pensieri e analisi del proprio “io” sembravano essere caratteristica portante di quel periodo risalente alla fine degli anni ’90, periodo in cui l’autore frequentava gli studi superiori. Piccoli appunti, frasi, distrattamente segnati sulle pagine di diari scolastici sono le uniche tracce certe di quegli anni, accompagnate ormai dal tempo e mai rivelate. Anni in cui tuttavia nulla era definito per l’artista, che solo raramente si cimentava in quello che diverrà per gli anni a venire il suo percorso di vita. Dunque si potrebbe parlare di un primordiale esordio seppur non costante e prolungato nel tempo. Prime tracce, o primi passi per meglio dire, di quello che si è rivelato essere poi un lungo cammino. La sua passione per l’informatica e per le tecnologie in genere, lo porteranno in seguito nell’estate 2003 a costruirsi una personale piattaforma in stile Blog attraverso cui aprirsi al mondo del web. Probabilmente, fu proprio questo uno dei passaggi fondamentali atti a trasformare la sua esistenza. Il risultato che ne derivò fu sorprendente: non solo il Blog ha permesso all’autore stesso di interfacciarsi col mondo di internet e di confrontarsi con i primi “lettori”, ma si può affermare con certezza che segnò una svolta interiore della persona. La timidezza che ha segnato la persona per così tanto tempo sembrava svanire alla luce del sole, dissolvendosi di fronte ad una forza interiore nuova: La forza di una grande passione per il proprio interesse. I primi mesi del cambiamento, quelli in cui riflessioni e frasi non erano più solo “scritte distrattamente” su un foglio di carta, ma venivano in qualche modo “interpretate” e “condivise” da chi aldilà del monitor si trovava anche casualmente di fronte quelle parole e per qualche ragione ne condivideva il contenuto per una sorta di “effetto-specchio”. Le persone iniziavano almeno in parte a rivedersi in qualcosa che non era più solo proprio e quindi privato ma condivisibile. I primi riscontri di questo furono i primi, diversi, messaggi e commenti ancor oggi leggibili tra le pagine che compongono l’archivio generale del diario. Trascorre il tempo, e tutto ciò si trasforma man mano per Michele in un punto di riferimento sempre maggiore. Era ed è, anche attualmente, considerato come una piazza virtuale in cui incontrare i propri “lettori” e in cui talvolta proporre quelli che anche oggi sono classificati come “racconti di vita quotidiana”. Una piattaforma in cui è tangibile nel corso degli ultimi anni la metamorfosi propria di Michele, l’accrescersi delle componenti riportate nelle varie sezioni dimostra del resto come la persona sia attratta da molteplici hobby, interessi e quant’altro. Sfaccettature che hanno contribuito poi a donare quell’aspetto poliedrico al carattere dell’artista oggi noto per la sua voglia di mettersi continuamente in gioco. Nel suo stile “libero” di composizione, che potremmo definire quasi “incurante” di canoni e regole fisse, trova il suo sbocco essenziale; caratteristica che lo ha distinto da sempre anche per la semplicità e l’impatto emotivo con cui comunica al lettore le proprie emozioni personali. Testi ricchi di immagini, suoni e descrizioni ambientali tali da riuscire a catapultare chiunque in un virtuale ambiente dove ad occhi aperti si riesce a sognare o quantomeno a “vedere” ciò che il cuore ha dettato allo scrittore stesso. Strofe dunque che racchiudono “battiti” e dove l’amore stesso considerato sentimento per eccellenza trova più volte riscontro e prende vita.
Primi concorsi nazionali e successi inaspettati.
Nonostante la sua voglia di raccontarsi attraverso le parole sia nata già da diversi anni come detto, per i primi successi bisognerà attendere ancora. Risale infatti solo all’inizio del 2007, la sua prima partecipazione ad una competizione nazionale dedicata ad artisti emergenti. Scelta che nasce casualmente per alcuni versi, dettata in gran parte solo dalla curiosità della persona per questo “mondo” fino ad allora del tutto sconosciuto. In quell’anno era disponibile per l’artista una modesta quantità di scritti inediti raggruppati in un personale archivio dove i migliori pezzi composti tempo prima trovavano dimora. Decide così di proporre in quel periodo una “terna” inedita di composizioni in forma poetica, candidandole in particolare alla sezione “poesia in lingua” del concorso nazionale bandito annualmente dall’Accademia Gioachino Belli di Roma. Il risultato che ne deriverà sarà sorprendente per lo stesso autore che nel dicembre dello stesso anno nel corso della cerimonia della finale di concorso a cui era stato ammesso dopo le selezioni e che si è svolta nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, viene insignito del suo primo riconoscimento: il Marco Aurelio, medaglia raffigurante uno dei simboli di Roma offerta per l’occasione dal Comune di Roma per l’opera intitolata “Occhi che…”. Trattasi di una composizione senza rima, scritta di getto ed in modo semplice ma diretto, nata come una vera e propria dichiarazione d’amore. “Un qualcosa che non si può dire a voce…” – “ma che certamente può essere trasmesso attraverso il silenzio delle parole che in certi momenti riescono a trasmettere molto”, dichiarerà in seguito l’autore stesso. Felice di un traguardo così raggiunto trova più fiducia nella sua potenzialità e decide per l’anno seguente di candidarsi in altre competizioni a livello locale/nazionale riservate sempre ad artisti emergenti ed appassionati. E proprio pochi mesi dopo quella data, prima dell’estate 2008 una nuova terna di inediti viene ammessa ad una nuova finale di concorso letterario guadagnando così l’accesso alla cerimonia di premiazione. Fu questo l’ulteriore segno che qualcosa stava avvenendo. Premiato con un terzo posto nazionale dall’Associazione cult. “Padre Raffaele Melis” viene insignito anche delle medaglia di bronzo dell’Assessorato Cultura e Turismo della Regione Lazio. I sogni iniziavano così a prendere forma definitivamente consacrando tutti gli sforzi fatti nel corso del tempo. Seguiranno ulteriori candidature per i mesi e gli anni seguenti, per un totale (fino all’anno 2009 in corso) di ben 11 concorsi nazionali dei quali si contano solo 2 eliminazioni per il giovane artista. Un percorso che procede a ritmi elevati e che è riassunto nel personale Palmarés presente sul Blog stesso. Componimenti di vario gusto e genere che nel corso del tempo subiscono puntualmente delle variazioni, riedizioni e migliorie come nel caso del componimento “I viali del silenzio” (visita ad Auschwitz). Una poesia scritta in versione demo durante uno dei più bei viaggi in giro per l’Europa e che nelle sue tappe ha consentito di toccare la dura e triste realtà (ancora attuale) dei campi di sterminio polacchi di Auschwitz e Birkenau. “Puoi leggere per anni di questi luoghi, vedere documentari o fotografie su libri di testo, eppure, quando ti trovi a varcare quel famoso cancello tutto assume un aspetto diverso e senti i brividi sulla schiena” (viaggio di ritorno on the road Cracovia-Roma). Un testo che nella forma racchiude immagini viste dagli occhi di chi ha avuto modo di vedere e sentire quelle “voci interiori” provenienti da quel luogo di morte e disprezzo per la vita. Variato e perfezionato, recentemente candidato in ben 3 concorsi nazionali, ed a cui l’artista si sente molto legato. “Vorrei che il messaggio sociale che in esso ho racchiuso giungesse lontano, per far sì che certi orrori non abbiano a ripetersi…” – frase con cui è facilmente sintetizzabile l’affetto nutrito per quei versi dallo scrittore. Del resto, scrivere è anche e soprattutto questo: lanciare messaggi in bottiglia nel mare della vita.
2009: anno di cambiamenti interiori.
Il periodo appena descritto risulta essere nella sua essenza certamente il migliore dal punto di vista produttivo. Tuttavia, ne segue un periodo alternato da stasi e di “fermo” per Michele. I primi mesi dell’anno 2009 sembrano assumere un aspetto di riflessione su quanto finora prodotto e raggiunto. Periodi di soddisfazione si alternano a momenti in cui tutto ciò sembra non essere abbastanza e la voglia d’altro prende il sopravvento. La continua ricerca di nuovi stimoli e la voglia di mettersi in gioco in altri settori fanno dell’artista come detto una delle sue qualità caratteriali. In realtà, il percorso di scrittore non viene né verrà mai tralasciato, ma si assisterà nel corso di questi primi mesi ad un lento ma costante interesse per l’arte fotografica, ed in particolare per la fotografia digitale. “Un ulteriore modo per fermare il tempo, la vita, ed immortalare istanti preziosi del nostro vivere”, secondo quanto affermato dall’autore. Alcune delle gallerie fotografiche visitabili sempre sulle pagine del diario online dell’artista hanno un effetto duplice: da un lato, costituiscono uno degli album di raccolta degli scatti a cui Michele tiene di più, e dall’altro, accrescono i contatti con un diverso pubblico orientato all’arte fotografica e che quindi conosce il personaggio sotto un’altra luce. Attualmente, entrambe le arti vengono curate dal poliedrico Michele con un discreto successo. Il 2009 però si rivela come un anno di cambiamenti anche a causa di alcune situazioni interiori che contribuiscono a generare in un certo qual modo, diversi punti di osservazione da cui analizzare la propria esistenza e che pertanto necessitano di ulteriori analisi e tempo affinché possa maturare quella convinzione che porterà poi alla nascita di nuovi inediti che ne racchiudano l’essenza. Già il 2008, negli ultimi mesi, aveva visto grandi cambiamenti almeno dal punto di vista pratico. L’autore infatti si era già cimentato nella ricerca di nuovi stili approdando verso il genere letterario incentrato su “racconti brevi”. Forte della conoscenza e dell’affetto per la zona del nord-est romano dove vive da oltre vent’anni, aveva infatti basato il suo primo racconto proprio in quei luoghi che sempre più spesso accolgono i suoi momenti di raccoglimento personale. Campagna, sole, cieli infiniti e quel panorama lontano all’orizzonte di Roma sembrano essere da sempre il segreto del suo rilassarsi nei periodi di difficoltà interiore. E proprio qui, tra fili di grano dorati e campi arati mesi fa nasce la sua “demo-version” del racconto “Sulla strada del Paradiso”, che prenderà forma definitiva solo intorno all’ottobre 2008. Candidato per un concorso letterario indetto dalla Provincia di Roma, viene ammesso alle selezioni e alla cerimonia svoltasi a febbraio 2009 presso la sede stessa della Provincia, Palazzo Valentini a Roma. Un luogo d’istituzione molto antico visitato e “vissuto” da Michele in un modo diverso, unico. Un piccolo e nuovo passo che permetterà in quest’ultimo periodo di riprendere, seppur lentamente, dal punto in cui si era spezzato quel “qualcosa” di indefinito. La continua ricerca di spazi nuovi ed idee contribuirà anche per l’immediato futuro, alla sperimentazione di nuove strade da seguire. Sono di questi periodi le prime “demo” e prove di scrittura riguardanti editoriali, articoli di taglio giornalistico, settore che già vede impegnato Michele dal punto di vista professionale. Scelta questa non riconducibile tuttavia alla sua attività lavorativa ma che è dettata, anzi, dalla necessità interiore di voler contribuire attraverso il proprio pensiero alla voglia intima di scrivere e raccontare. Sempre recente, inoltre, risulta essere l’interesse per l’artista circa le prime esperienze inerenti il dialetto romanesco, linguaggio caratteristico della sua Roma. Una nuova sperimentazione attraverso cui esordisce in ben due sonetti inediti candidati recentemente per un nuovo concorso letterario nazionale. “Non so dove mi porterà questa nuova strada, ho moltissimo da imparare, ma so di dover tentare, è un omaggio alla mia Roma”.
Progetti per il futuro.
Difficile stabilire e prevedere quali siano esattamente eventuali progetti per il futuro dell’artista; Di certo, gli impegni letterari in costante aumento fanno ben sperare. La voglia di mettersi in gioco continuamente e di farsi conoscere costituiscono certamente un ottimo “trampolino di lancio” per l’artista Michele Rallo. Indipendentemente da ciò che riserverà ancora il futuro, rimane la certezza che le parole costituiranno sempre un sentiero che mai verrà abbandonato o tralasciato. Tempi di pause riflessive daranno certamente luogo a periodi fertili e produttivi in cui l’artista saprà ben districarsi come finora dimostrato in situazioni simili. Tuttavia, se di progetti si parla, alla domanda “Cosa sogni per il tuo futuro?” l’autore ha così risposto: “Un sogno nel cassetto c’è, e riguarda il riuscire a pubblicare un giorno una personale antologia che riassuma, con i componimenti migliori di sempre e con quelli premiati, la mia esistenza. Una raccolta da rileggere un giorno quando sarò vecchio, attraverso le cui “immagini” poter rivedere tutto me stesso…”.
Un affermazione che lascia intravedere il desiderio di poter lasciare un segno materiale, vivo, di chi nel suo silenzio ha trovato la forza di esprimere ciò che in altro modo non avrebbe mai saputo dire. Un sogno che probabilmente non è solo un sogno dal momento che, forte delle esperienze maturate in questi anni meritatamente, ha tutte le carte in regola per poter raggiungere anche questo nuovo ed importante obiettivo per il suo futuro. Ad maiora!
Progetti e lavori dal 2011… nel settore della Fotografia.
“Accade che un giorno, trovi il modo di esprimere ciò che hai dentro in altri modi. In altre forme, ecco. Accade che senza rendertene conto, riesci ad esprimere un’idea attraverso dei colori…”. Da questo pensiero attraverso cui ama riassumere ciò che è accaduto negli ultimi mesi, si sviluppano gli ultimi positivi eventi che hanno segnato la vita dell’artista. Le parole nel corso degli ultimi 2 anni si sono trasformate, per così dire, in immagini. Quelle stesse immagini che più volte erano state immaginate da chi leggeva ed analizzava i testi. I pensieri, gli stati d’animo. Un giorno, per caso, quelle immagini son diventate sempre più frequenti, più vivaci, hanno fatto sentire la loro voce e la loro stessa voglia di esplodere intorno. E’ nata così, in modo semplice e quasi silenzioso, la passione per la fotografia, nuova ed ulteriore arte attraverso cui poter fermare il tempo ed in esso la vita. Sono iniziati i mesi in cui le ore trascorrevano lente, studiando sempre con maggiore insistenza tecniche, metodi, esperienze dei grandi fotografi. Sono iniziati i contest, locali e nazionali, perchè la voglia di mettersi in gioco anche in questa nuova ed affascinante arte era tanta, troppa anzi. Puntuali, seppur inizialmente inaspettati sono iniziati i successi, uno dopo l’altro, confermando che l’artista poteva, e doveva, dare sfogo con ogni forza alle sue potenzialità che avevano ormai trovato il modo di rendersi visibili. Il presente dunque, continua a mostrarsi sotto questo punto di vista positivamente, regalando buoni piazzamenti e ripagando così già in buona parte l’impegno costante e la dedizione stessa che viene in maniera appassionata ed insistente posta alla base di ogni nuovo progetto che trova vita nel corso dei mesi. Non resta, dunque, che aspettarsi dal prossimo futuro ulteriori avvenimenti che andranno ad arricchire ancor più e con naturalezza, la storia e la vita… di un ragazzo qualsiasi, con la voglia sempre maggiore di aprirsi al mondo. Dal suo mondo. Ad Majora!

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