La linea sottile.
15 02 2011Accade che dopo tanto tempo trascorso a riflettere, nei momenti di stallo interiore si decida di riprendere vecchie strade lasciate tanto tempo fa. Quando tutto appariva più semplice forse, o semplicemente diverso. Quando era più facile perfino prendere carta e penna e raccontare, istintivamente, velocemente, attraverso giochi di parole ciò che il cuore viveva. Ho cercato di fermare il tempo, con una macchina fotografica con la quale giocare, con la quale prendermi gioco del destino. E ora torno a farlo; con una penna, con della carta, costruire piccoli aeroplanini di carta scritta, da lanciare nel cielo azzurro di questi primi assaggi seppur precoci di primavera… La linea sottile.Bianco dal nero, presente dal passato, lacrime e sorrisi. Silenzio dal rumore. Un corridoio, un via vai di persone, ne studi i volti, le espressioni, ansie e paure, speranze. Si aggirano tra i reparti, qualcuno gioirà, altri porteranno per sempre con se la loro solitudine. Oltre quella porta, dove tutto è privo di forme e suoni. Bianco sulle pareti, luce dalle finestre a vetro. Porte che si apriranno, scorrevoli, angeli terreni d’un azzurro-verde presi dal loro delicato operare. Un mondo che mai avresti immaginato esistesse. Un pianeta diverso, dimensione fino a pochi mesi fa a noi ignota. Poi, un vortice; il buio, tutto si sgretola come intonaco attaccato dalla salsedine. Occhi in cerca di luce, ma è notte, non si può vedere. Resisti ma ci sei dentro. Silenziosa partita a scacchi col destino i cui occhi osservano, studiano, attraverso quelle pareti. Lo specchio, divenuto nemico, mostra il cambio di stagione con le sue foglie che inermi cadono. Sa come attaccarti, cerca il tuo punto debole. Impassibile non cedi, non puoi; non devi permetterlo. Fai le tue mosse, studi l’avversario. Non mostrare cedimenti, emozioni, è la regola. Resisti, è un imperativo. Muovi le tue pedine. Ed eccola la luce, riflessa da speranza. Occhi incrociano altri occhi. Non parlano, eppur comunicano. Piccoli ruscelli sulle colline del volto, consapevolezza; Tutto è cambiato, ogni cosa nota appare diversa, come nuova; Rinascita. Un tempo nuovo che puoi prendere in mano e plasmare. Leggerezza di un volo senz’ali, seduto su una nuvola soffice dipinta a pastelli. Da qui la vita è diversa, da riscoprire. Osservi la linea sottile dell’orizzonte al tramonto. E sogni; sogni ad occhi chiusi mentre, come un funambolo tra espressioni di meraviglia miste a paura di chi assiste, percorri quella fune tesa così fina. Sarà il tuo percorso, mentre a braccia aperte come ali di gabbiano mantieni l’equilibrio, passo dopo passo; Vedrai i nostri volti, distogliere a tratti lo sguardo protetto dalle mani mentre il respiro si ferma, quasi per paura che possa far vibrare quel cavo d’acciaio. Sarà il silenzio, non serviranno parole. Sarà l’attesa. Sarà un lungo applauso del pubblico pagante, quando tutto sarà finito; quando tornerai come sempre a terra da noi… Sarà la vittoria, sarà l’inizio del presente che diverrà futuro. Saranno occhi lucidi di emozione…
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Lo voglio fare pure io il messaggio di fine anno!. Mi prendo questa libertà… per salutare un ulteriore anno che, ormai agli sgoccioli, sta per lasciarci. Poche ore. E’ quanto ci separa dall’ignoto. Da un futuro che tutti speriamo sia migliore sotto ogni punto di vista. Chi per lavoro, chi per l’amore, chi per questo o quello. Domande, ricerca di risposte; arriveranno? Le otterremo mai?. Non è dato sapere. Forse non importa. Se tutto fosse prevedibile e già scritto probabilmente non avrebbe più senso niente. Ottimismo o pessimismo? Qualsiasi sia il punto di vista e le aspettative di ognuno di noi, Vorrei che almeno una stella in più potesse illuminarsi d’immenso, a misura di ciò che portiamo in fondo al cuore. Vorrei tante cose, per me e per gli altri, molte delle quali resteranno segrete e silenziose per sempre, come giusto che sia, o non potrebbero realizzarsi!. Così almeno si dice. Lascerò dietro me ombre senza rimpianti, e forme di cui invece sento ogni giorno più nostalgia. Ricordi, astratti e tattili. Battiti che non si dimenticano. Respiri rimasti lì, in posti che si portano dentro e che chissà se rivedrò mai. L’ultima nota del 2010. 31 dicembre, ore 17.30 circa. Un foglio di carta scritto velocemente, sporcato con inchiostro correndo sul bianco con una penna a sfera e poi ribattuto. Accartocciato e gettato, infine. Gettato via, verrà dimenticato presto, o tardi. Presto o tardi, come questo 2010. Cercherò di non guardare troppo indietro. Il passato sta lasciando posto al presente. E poi, ad ore, al futuro. Buon 2011…
Hi dear, cominciano tutte così le lettere dal fronte. Altri giorni, settimane, non lo so più quanto tempo è trascorso dal freddo febbraio; siamo tornati in questa maledetta buca. Lungo corridoio per l’inferno. Silenzioso e rumoroso quanto basta. Poco tempo per parlare, bisogna stare attenti con gli occhi puntati laggiù dove i lampi somigliano sempre più ai prossimi fuochi di festa per l’anno che verrà. Qui nessuno può dire o sapere. Nessuno ha risposte per le mie domande. Tutti gli sguardi sono uguali e privi di vita. Quella vita dai segni forti e decisi. Siamo tutti fratelli. Così dice il tenente. Ognuno guardi l’altro e ne abbia attenzione. Copertura continua. Siamo stati ormai di nuovo aviotrasportati quaggiù, settimane orsono. Consapevoli del tempo che trascorreremo. Alcuni di noi mandano polaroid dal fronte, berretti natalizi sul capo e sorrisi sforzati. Stato di calma apparente. Possiamo scrivere poco, qui la luce sembra non essere mai abbastanza nemmeno se con una mano tieni il lumino a petrolio mentre con l’altra reggi la penna e tracci parole che arriveranno lontane. Attendiamo novità dal comando generale. Per ora sembra tutto immobile e fermo. I fumi dei fuochi all’orizzonte stanno cessando. Un giorno di questi dicono che sceglieranno il piano da adottare. Sapremo come muoverci. Per ora aspettiamo. Probabilmente è questa stessa attesa che logora più di ogni consapevolezza per il prossimo futuro ormai alle porte. Alle porte di cosa? Dei sogni forse? Alle porte di una dimensione ancora ignota. Dei desideri che si ripongono sotto l’albero per questa fine d’anno. Hey, qui non ci facciamo mancare nulla. Coi compagni di battaglia, con quelli della XV° Brigata-Avio abbiamo deciso di fare l’albero… Là sotto, proprio vicino all’entrata del tunnel scavato di riparo. Beh non è proprio un albero. E’ un tronco con dei rami, ormai secchi… Qui quest’anno ha fatto un po’ più freddo, e ha spruzzato un po’ di neve, si, per poche ore, niente di che, ma… è un segnale, come a Febbraio. Ad ogni modo, beh, abbiamo deciso di appendere qua e là sui rami secchi e rigidi delle palle di carta. Fogli; fogli in cui ogniuno ha scritto un proprio sogno o desiderio. Poi ogniuno ha accartocciato tutto, per bene, e legato li sopra con pezzetti di spago. Ehy, è il nostro albero in un certo senso no? Vale lo stesso. I rumori dei camion e dei fuoristrada militari che passano e rientrano al campo base distraggono i miei pensieri e la voglia di scrivere. Immaginare. Evadere dalla realtà almeno per un po’. Aspettiamo. Restiamo qui. Per ora. Quanto non so. Per ora. Aspettiamo, non molliamo, ormai penso siamo pronti ad ogni futura evenienza. Come a Febbraio. Resistiamo… Buon Natale… a tutti quelli in un certo senso distaccati da questo periodo e persi nei propri pensieri. A tutti quelli che in un certo qual modo sono con la testa altrove. A tutti quelli che nella vita vivono una missione pressoché invisibile… agli occhi altrui… Ci muoviamo. Incolonnati, muoviamo verso Nord… nuova postazione, nuovo campo… Dalle coordinate sembra una zona tranquilla. Almeno per qualche tempo siamo coperti…
…Svegliarsi col telefonino sul comodino che tra un dlin dlon e l’altro mi ricorda che questo è un giorno diverso. Notifiche, messaggi, parole d’auguri di amici, tanti, vicini e non, di vecchia data e recenti. Amici, bloggers, appassionati fotografi, “facebookkiani”… e chissà quanti altri! Messaggi, d’affetto ed amicizia… che rendono queste prime ore dei miei “primi 31” diverse dal solito. Così come un tempo mi metto qui, scrivo, e curioso leggo ogni parola, associata ad una fotina e penso a quante cose sono diverse in questo finale d’anno. Succede quando il comple cade più o meno a Natale! Già, un altro anno che volge al termine, altri mesi che se ne vanno via per sempre e che a modo loro hanno dato o tolto qualcosa… Situazioni, vissute ed affrontate, più o meno serene, facili o difficili. Un 2010 che ha portato anche cose brutte per me, ma che in qualche modo sono state rese meno difficili grazie alla vicinanza di molti di voi… Tra una risata e una cavolata la mia arte del cazzeggiare non cambierà, e ciò mi rende davvero felice. Uno in più, così come recita la canzone, è solo un numero alla fine perché le persone non cambiano in base ad un altro foglio stracciato dal calendario appeso alla parete… Si cresce, si matura, ci si arricchisce di quel qualcosa che gli altri che ti sono intorno sanno donarti… Con la loro esperienza, il loro affetto dunque, e la loro capacità di esserti vicini con un sorriso in un qualsiasi momento. Tutto questo sommato alla commozione di mia mamma stamani nel farmi gli auguri, non hanno davvero prezzo… Intanto che scrivo il mio BB qui continua a suonare di notifiche Facebook… e ad ogni lettura corrisponde un mio sorriso… Grazie a tutti… ma proprio a tutti che state rendendo questa giornata colorata nonostante il grigio cielo su Roma… Wow, sono riuscito a scrivere queste righe prima di commuovermi! Il mio breve discorso per i 31… Vi voglio bene amici!
E’ con grande piacere che pubblico la gallery con alcuni miei scatti attualmente in concorso per una selezione a livello globale… Come saprete, una delle mie passioni è la fotografia, e per quanti di voi hanno sfogliato e letto le mie pagine, è noto quanto la fotografia rappresenti per me un modo unico nel suo genere di fermare il tempo e con esso la vita stessa in un’ immagine. Ho deciso così di partecipare con voglia di mettermi in gioco a questa selezione, e chissà!

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